Identità / alterità Blog

olbios ostis tes istorias esche mathesin (Euripide fr. 910) – Paolo Randazzo

Archive for marzo 2010

Visioni: Emma Dante, M’Palermu…

Posted by identitalterit su 31 marzo 2010

Ecco una recensione dello spettacolo che abbiamo visto insieme. Certo… un dvd e si sentiva molto male…

ma spero che un po’ abbiate apprezzato.

“Cambiarsi” tutti per non cambiare nulla

di Laura Bevione

La sala è avvolta nel buio assoluto, avvertiamo soltanto le voci, prima lontane poi sempre più vicine e sonore, di uomini e donne che, con tono assai concitato, si rivolgono sollecitazioni a sbrigarsi, non capiamo a fare cosa. Quando le luci si accendono – e il pubblico riacquista quella sicurezza che l’oscurità aveva disorientato – davanti ai nostri occhi appaiono tre donne e due uomini, impegnati ad acconciarsi debitamente per uscire. (CONTINUA)

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“Cambiarsi” tutti per non cambiare nulla

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Don Enzo Bianchi: conferenza su Giona

Posted by identitalterit su 29 marzo 2010

Fronte di sarcofago in marmo con il ciclo delle storie di Giona, III sec d.c., dalla Necropoli Vaticana, Citta del Vaticano, Roma, Museo Pio Cristiano

Nel 587 a.C. Gerusalemme, la capitale del regno di Giuda, quella che era chiamata la capitale del re, cioè il Signore Dio, città santa in cui stava il tempio, luogo della Shekinah, la presenza di Dio, quella città ritenuta invincibile, viene presa dai Babilonesi e viene distrutta. Il tempio è incendiato, il re di Gerusalemme viene deportato a Babilonia insieme al popolo. E’ la Shoah, la catastrofe, la prima Shoah di Gerusalemme e ad essa segue l’esilio, la cattività* di Babilonia per circa settant’anni. I profeti, nell’ora della Shoah, annunciano che ciò che è stato fatto a Gerusalemme, sarà fatto a Babilonia. Come Gerusalemme è stata distrutta, anche Babilonia sarà distrutta e scrivono un salmo che viene cantato e ricantato, nelle sinagoghe e nelle preghiere. Si tratta del  salmo 137, che termina con quella strofa che ci fa orrore:”Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà il male che ci hai fatto, beato chi prenderà i tuoi bambini e li sfracellerà contro la pietra.” (CONTINUA…)

clicca per scaricare il testo completo della conferenza:

ENZO BIANCHI GIONA

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Visioni: Santasangre, 84.06

Posted by identitalterit su 28 marzo 2010


Che “84.06”, della compagnia romana “Santasangre”, sia uno spettacolo di valore è intuitivo, ci vuol poco a capirlo e a scriverlo. Lo abbiamo visto sulla scena del Teatro “Vittorio Emanuele” di Noto, giovedì 18 marzo scorso nel contesto della rassegna di teatro contemporaneo “Esplora”. Uno spettacolo di valore: potente, raffinato, complesso e colto. Potente nell’ elaborazione tecnologica delle immagini e della scrittura scenica, nei colori corruschi, nel cupo e ritmato clangore ferroso del suo tappeto sonoro che rimanda ad atmosfere ora ancestrali ed arcaiche ora proto-industriali…

continua su dramma.it

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Letture: I DETTI ISLAMICI DI GESU’

Posted by identitalterit su 24 marzo 2010

I DETTI ISLAMICI DI GESU’
a cura di Sabino Chialà traduzione di Ignazio De Francesco

Fondazione Lorenzo Valla, Arnoldo Mondadori Editore

Dalla Sura 5,72: «Davvero empi coloro che hanno detto:”è Dio il Cristo figlio di Maria”, mentre Cristo disse:”figli di Israele, servite Dio, mio Signore e vostro Signore”. E, certo, chi associa altri a Dio, Dio gli interdice il paradiso; suo asilo sarà il fuoco e gli iniqui non avranno ausiliari».

In questa Sura “associare” è il termine tecnico applicato dal Corano all’errore degli idolatri e dei politeisti, che attentano così all’assoluta unicità di Dio,introducendo accanto a lui altre entità. Questa è l’ accusa che lungo i secoli è stata spesso rivolta contro i cristiani a motivo della loro fede nella Trinità.

Nella seconda parte della Sura 5,112-8 è Dio stesso che chiede a Gesù se sia stato lui a proporre se stesso e sua madre come divinità. Gesù ribadisce la sua soggezione a Dio, assicurando di aver trasmesso ai discepoli solo quanto aveva ricevuto. Queste ed altre storie compongono il Vangelo islamico che ci aiuta a comprendere meglio cristianesimo ed islamismo e le loro divergenze. Inoltre ci sarà possibile scoprire un Gesù nuovo che si rivolge all’islam

Pietro Ruscica.

Note di Copertina

Gesù e un uomo raggiungono la riva di un fiume e si siedono a mangiare. Consumano due dei tre pani che hanno. Gesù si alza, va a bere al fiume, torna e, non trovando la pagnotta, chiede all’altro chi l’abbia presa. “Non so”, risponde. Ripartiti, Gesù vede una gazzella con due piccoli, ne chiama a sé uno, lo uccide, ne arrostisce una parte e ne mangiano. Poi dice al piccolo di gazzella: “Con il consenso di Dio, alzati!”, e quello si alza e se ne va. Allora si rivolge all’uomo: “Per Colui che ti ha mostrato questo prodigio, ti chiedo: chi ha preso la pagnotta?”; e quello risponde: “Non lo so”. Giunti a un corso d’acqua, Gesù prende l’uomo per mano e i due camminano sull’acqua. Gesù domanda: “Per Colui che ti ha mostrato questo prodigio, ti chiedo: chi ha preso la pagnotta?”. L’altro risponde di nuovo: “Non lo so”. Arrivati in un deserto, Gesù prende a raccogliere della sabbia: “Con il consenso di Dio, diventa oro”, dice, e così accade. Gesù lo divide in tre parti: “Un terzo a me, uno a te e uno a chi ha preso la pagnotta “. Quello replica: “L’ho presa io!”. E Gesù: “Allora è tutto per te!”.
È una delle tante storie incantevoli che fanno parte del vero e proprio “vangelo musulmano” contenuto in questo libro: e prosegue poi verso una conclusione sorprendente. Ma il Gesù dell’islam è nello stesso tempo più semplice e più complesso di quanto non emerga da essa. R)mi, il più grande mistico persiano, scrive: “Il corpo è simile a Maria: ognuno ha un Gesù dentro di sé. Se sentiremo in noi i dolori, il nostro Gesù nascerà “. ‘Ôsa Ibn Maryam, Gesù figlio di Maria, è infatti uno dei maggiori profeti dell’islam: che, fin dal Corano, ne tramanda molte parole. Riletture plurisecolari del Gesù dei Vangeli e degli apocrifi, esse ci restituiscono un Gesù musulmano, o un Gesù che parla all’islam, e a noi: “Beato colui che guarda con il cuore, ma il suo cuore non è in ciò che vede”.
I detti islamici di Gesù – che segue Le parole dimenticate di Gesù, in una serie intesa a offrire un quadro completo delle immagini di Gesù nelle varie tradizioni – è un libro dal fascino particolare: racconta l’unico caso di una religione mondiale che sceglie di adottare la figura centrale di un’altra, finendo per riconoscere questa figura come costitutiva della propria identità.

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Invictus

Posted by identitalterit su 22 marzo 2010

Ho visto il bellissimo film di Cleant Eastwood INVICTUS. Andate a vederlo, è dedicato a Nelson Mandela (sapete chi è?) ed è davvero notevole e interessante!

Bella anche la poesia che lo anima. Leggetela

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

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