Identità / alterità Blog

olbios ostis tes istorias esche mathesin (Euripide fr. 910) – Paolo Randazzo

Archive for giugno 2010

Il discorso dell’imperatore Claudio negli Annales di Tacito

Posted by identitalterit su 11 giugno 2010

Si tratta di un brano degli Annales di Tacito che ho consigliato a Mattias Gimigliano per la sua tesina della maturità.

Ma credo che sia utile per tutti… L’argomento è il rapporto con gli stranieri nella tradizione dello stato romano e nella sua costruzione arcaica.

Ne parliamo il prossimo anno scolastico… magari.

Tacito annales XI, 24 – 25  “Il discorso di Claudio”

[24] His atque talibus haud permotus princeps et statim contra disseruit et vocato senatu ita exorsus est: «maiores mei, quorum antiquissimus Clausus origine Sabina simul in civitatem Romanam et in familias patriciorum adscitus est, hortantur uti paribus consiliis in re publica capessenda, transferendo huc quod usquam egregium fuerit. neque enim ignoro Iulios Alba, Coruncanios Camerio, Porcios Tusculo, et ne vetera scrutemur, Etruria Lucaniaque et omni Italia in senatum accitos, postremo ipsam ad Alpis promotam ut non modo singuli viritim, sed terrae, gentes in nomen nostrum coalescerent. tunc solida domi quies et adversos externa floruimus, cum Transpadani in civitatem recepti, cum specie deductarum per orbem terrae legionum additis provincialium validissimis fesso imperio subventum est. num paenitet Balbos ex Hispania nec rninus insignis viros e Gallia Narbonensi transivisse? manent posteri eorum nec amore in hanc patriam nobis concedunt. quid aliud exitio Lacedaemoniis et Atheniensibus fuit, quamquam armis pollerent, nisi quod victos pro alienigenis arcebant? at conditor nostri Romulus tantum sapientia valuit ut plerosque populos eodem die hostis, dein civis habuerit. advenae in nos regnaverunt: libertinorum filiis magistratus mandare non, ut plerique falluntur, repens, sed priori populo factitatum est. at cum Senonibus pugnavimus: scilicet Vulcsi et Aequi numquam adversam nobis aciem instruxere. capti a Gallis sumus: sed et Tuscis obsides dedimus et Samnitium iugum subiimus. ac tamen, si cuncta bella recenseas nullum breviore spatio quam adversus Gallos confectum: continua inde ac fida pax. iam moribus artibus adfinitatibus nostris mixti aurum et opes suas inferant potius quam separati habeant. omnia, patres conscripti, quae nunc vetustissima creduntur, nova fuere: plebeii magistratus post patricios, Latini post plebeios, ceterarum Italiae gentium post Latinos. inveterascet hoc quoque, et quod hodie exemplis tuemur, inter exempla erit».

per la traduzione clicca questo link, IL DISCORSO DI CLAUDIO

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Letture: L’origine dei poteri magici di Marcel Mauss

Posted by identitalterit su 10 giugno 2010

Letto da: Francesca Prado (II liceo classico A)

Pubblicato per la prima volta nel 1977, il “Mèlanges d’histoire des religions”, è uno fra i più grandi capolavori della saggistica moderna di argomento religioso, ma innanzitutto culturale; quest’opera ha gettato le basi per un nuovo tipo di antropologia e di etnologia che si stacca dagli antichi metodi di recepire e assemblare fonti. Mauss scende direttamente in campo, indaga presso i popoli primitivi e non solo, analizza e concilia i grandi testi sacri provenienti da  culture diverse (greca, romana, indiana etc.), cercando di trovare le basi su cui si fonda la “magia” e il valore del “sacro”, e quali siano le pure concezioni di questi aspetti della cultura umana. (CONTINUA, cliccare qui)

* * *

Mauss, Marcel

Antropologo e sociologo francese (Épinal 1872 – Parigi 1950). Insieme allo zio Émile Durkheim, a Lévi-Bruhl e all’intero gruppo della rivista L’Année sociologique (1898), è da considerarsi tra i fondatori della moderna antropologia francese, nonché tra gli ispiratori delle prospettive strutturaliste e tra i pensatori che più hanno influenzato lo sviluppo dell’antropologia sociale britannica. Prendendo gradualmente le distanze dal metodo di spiegazione “genetica” proposto da Durkheim, M., specie dopo la morte di questi, contribuì a creare uno statuto autonomo della scienza etnologica, intesa tanto come riflessione globale su determinati fatti sociali, quanto come inchiesta concreta e diretta, volta all’indagine di reali situazioni sociali. Professore all’École pratique des hautes études (1901), tra i fondatori dell’Institut d’ethnologie dell’università di Parigi (1925) e membro del Collège de France dal 1931, M. fu il maestro della prima generazione di etnografi francesi (Devereux, Dieterlen, Griaule, Leiris, Metraux, Paulme, tra gli altri), contribuendo in maniera determinante allo sviluppo delle loro importanti ricerche sul campo. Il contributo di M. consiste nell’aver messo alla prova, di fronte a situazioni concrete, l’apparato concettuale elaborato da Durkheim e dal gruppo de L’Année sociologique, mettendo in secondo piano gran parte del bagaglio di tipo evoluzionista che ancora lo caratterizzava, e spingendo i diversi ricercatori a considerare i fatti sociali non più nella loro derivazione da situazioni più semplici, ma nella loro interrelazione con l’insieme dell’organizzazione sociale. Centrale in questo mutamento di prospettiva è la nozione di fatto sociale totale, che si dimostrerà particolarmente feconda nel noto Essai sur le don (1923), fondamentale per gli studî di antropologia della parentela e di antropologia economica. Altro aspetto essenziale dell’opera di M. è l’attenzione teorica, metodologica ed epistemologica al lavoro etnografico, esplicitata nel Manuel d’ethnographie (1947; trad. it. 1969), tratto dai suoi corsi universitarî e pubblicato da alcuni allievi. Caratterizzati da una serie di importanti intuizioni, e dalla capacità di cogliere problemi e trattare argomenti (la costruzione culturale della nozione di persona; le tecniche del corpo; il concetto di reciprocità) nodali per la riflessione antropologica, il pensiero e l’insegnamento di M. hanno avuto un’influenza concreta, operativa e immediata nella nascita dell’antropologia moderna, al punto da essere presi come iniziale momento ispiratore da parte di approcci antropologici tra loro, spesso, contrapposti. Tra i suoi lavori: Le suicide (1897) e Des quelques formes primitives de classification (1902-03), in collaborazione con Durkheim; Le sacrifice (1899) ed Esquisse d’une théorie générale de la magie (1902-03), in collaborazione con Hubert; Essai sur les variations saisonnières des sociétés Eskimos (1905-06), in collaborazione con Beuchat; Rapports réels et pratiques de la psychologie et de la sociologie (1924-25); Effet physique chez l’individu de l’idée de mort (1926); Les techniques du corps (1936). Da Enciclopedia online TRECCANI

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dispensa su Giona (definitiva)

Posted by identitalterit su 9 giugno 2010

Cari ragazzi e ragazze della III liceo A, ecco la dispensa definitiva sul libro biblico di Giona.

Scaricatela,  stampatela e, ovviamente, studiatela

(traduzione, analisi linguistica e commento di Bianchi).

Vi ricordo che la traduzione dal greco da portare agli esami è limitata ai primi due capitoli.

ecco il link: DISPENSA GIONA RANDAZZO

Buon lavoro!

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