Identità / alterità Blog

olbios ostis tes istorias esche mathesin (Euripide fr. 910) – Paolo Randazzo

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i greci, la follia antica e presente

Posted by identitalterit su 25 luglio 2010

Si trova da qualche mese negli scaffali delle librerie il bel saggio di Giulio Guidorizzi che affronta con solida dottrina, lucidità e chiarezza espositiva l’affascinante tema della follia nel mondo greco. Si tratta di Ai confini dell’anima, i Greci e la follia di Raffaello Cortina Editore (pp 225, 19 euro).

Il tema, che certo non è nuovo (basti pensare a Dodds de I greci e l’irrazionale), è attraversato e illustrato dal grecista e antropologo torinese partendo da quello che è ormai l’assunto primo con cui giustamente ci si rivolge oggi allo studio del mondo classico, ovvero la dialettica prospettica tra identità e alterità, entro cui ripensare le strutture culturali della Grecia antica. In questa dialettica è il versante dell’alterità quello che appare più interessante e fecondo d’insegnamenti per il presente. La follia nel mondo classico è presentata da Guidorizzi nella sua strutturale doppia valenza: condizione patologica di natura precipuamente organica e da curare con metodi razionali (il riferimento centrale è il trattato “Sulla malattia sacra” del Corpus Hippocraticum) da una parte e, contemporaneamente, d’altra parte dimensione assolutamente “altra” e complessa (l’estasi e il delirio, la melanconia e l’isteria, le forme di sciamanesimo e di mania, l’ispirazione poetica, la possessione, il furore guerriero, il culto delfico, la trance, i fenomeni collettivi come il coribantismo e soprattutto il dionisismo), in cui la psiche, subisce o accoglie al suo interno la presenza del divino o ne avverte comunque, con terrore e smarrendosi, la forza esplicita e potente delle sollecitazioni.
Si diceva della ricchezza euristica implicita nella capacità e nella possibilità di studiare i fenomeni del mondo antico allineandoli sull’asse dell’alterità culturale: analizzando le diverse forme di follia e di alterazione psichica, studiandone le tipologie di trattamento tradizionale e di terapia magica e/o rituale, l’autore non può che cogliere il risvolto sociale e simbolico di esse. Esemplare è in tal senso l’appendice che si occupa della “Follia delle donne”: ogni fenomeno che nella Grecia classica si sviluppa in quest’area esperienziale finisce col presentare appunto risvolti sociali e simbolici che, se certo non lo illuminano del tutto, sollecitano il lettore a riflettere con più profondità e ampiezza su fenomeni misteriosi, spesso tragici e apparentemente incomprensibili (anoressia, bulimia, forme diverse di depressione) che caratterizzano la nostra società.

Paolo Randazzo

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