Identità / alterità Blog

olbios ostis tes istorias esche mathesin (Euripide fr. 910) – Paolo Randazzo

Archive for luglio 2011

Paolo Conte

Posted by identitalterit su 26 luglio 2011

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Quante maschere ha Eros

Posted by identitalterit su 25 luglio 2011

Marco Vozza, “Le maschere di Eros”, Bollati Boringhieri, 2011, euro 12,00.

Che sostanza e dinamiche di Eros siano un rovello non da poco per filosofi, artisti e intellettuali d’ogni tempo è cosa nota: sfugge ad ogni possibilità di reale comprensione Eros, di ordinata categorizzazione, sfugge ad ogni prevedibilità. Ed è forse per questo che alla fine Eros (secondo l’insegnamento di Platone figlio di Poros, espediente, e di Penia, povertà e mancanza) resta per tutti, per i filosofi come per chi non si pone domande sul senso della vita, l’orizzonte fondamentale entro cui vorremmo poter vivere ogni istante la ferita della nostra tragica finitezza. E però, nel riferire del bel libro di Marco Vozza, “Le maschere di Eros” (Bollati Boringhieri), occorre precisare che l’Eros che in esso è indagato, scandagliato ed inseguito con passione (vera passione amorosa e quindi, propriamente, filosofica) nel pensiero di una vasta congerie di pensatori e scrittori (da Platone ovviamente a Hobbes, da Nietzsche a Simmel, da Schopenauer a Kierkegaard, da Freud e Lacan a Lou Andreas Salomè, da Leopardi a Proust a Baudelaire a Valery) è sostanzialmente quell’affezione solipsistica dell’animo umano per cui, seguendo le dinamiche del desiderio, amiamo non tanto l’essere reale e concreto che ci sta di fronte come partner, quanto il fantasma amoroso che su di lui, come su uno schermo bianco, proiettiamo. Amiamo noi stessi nell’altro insomma, in un delirio disperante, spesso assai doloroso e comunque insuperabile, che ci aliena, che può distruggerci e che tuttavia contiene, inespugnabile, il segreto stesso del nostro essere. E forse non potrebbe essere diversamente: in fondo anche gli amori felici altro non sono che l’incontrarsi di spinte solipsistiche che, pur senza fondersi, in qualche modo s’incastrano positivamente e si alimentano vicendevolmente senza scadere nella noia. «Siamo solo lo spazio e lo stimolo per il suo mondo di sogno, onnipotente e illimitato. L’amore fra due esseri – spiega Lou Salomè – durerà esattamente fintanto che saranno capaci di offrirsi a vicenda tale possibilità». Resta però un ambito d’umanità rispetto al quale probabilmente la sostanza di Eros andrebbe ulteriormente indagata e verificata: è la dimensione della genitorialità che, se non azzera l’incomunicabilità solipsistica degli amanti, se non annulla il rischio della noia, tuttavia situa l’altro (il partner, l’ex partner, i figli) in una posizione di presenza e di necessità reciproca e oggettiva che può modificare notevolmente, se non strutturalmente, la nostra complessione narcisistica.

Paolo Randazzo
Europaquotidiano.it 22.07.2011

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Per riflettere.

Posted by identitalterit su 15 luglio 2011

L’odio – titolo originale La Haine – è un film del 1995 scritto e diretto da Mathieu Kassovitz, vincitore del premio per la miglior regia al 48º Festival di Cannes. Il film prende spunto da un fatto reale: l’uccisione di un ragazzo delle banlieue parigine da parte della polizia. Nella versione originale francese, i dialoghi del film sono in verlan – un tipico gergo parigino che consiste nell’inversione delle sillabe di una parola per crearne una nuova –

FILM COMPLETO (è molto duro: attenzione)

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