Identità / alterità Blog

olbios ostis tes istorias esche mathesin (Euripide fr. 910) – Paolo Randazzo

Archive for febbraio 2012

Villanelle alla napoletana

Posted by identitalterit su 28 febbraio 2012

 

 

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Animalie

Posted by identitalterit su 25 febbraio 2012

Tra teatro, musica e danza, il nuovo spettacolo di Sosta Palmizi con David Riondino, Gabriele Mirabassi e Giorgio Rossi,

Già l’idea è affascinante: ripercorrere le emozioni di un bambino quando visita uno zoo e ripercorrerle facendosi sorprendere dagli animali fantastici che le mitologie del mondo ed artisti visionari hanno inventato; provare a far vibrare tutte le corde di quell’innata capacità creativa che da sempre ha stimolato la mente umana osservando gli animali. Parliamo di “Animalie” lo spettacolo di testi, danza e musica, prodotto da Sosta Palmizi, diretto e costruito da Giorgio Gallione con in scena David Riondino (a legger testi tratti da Borges, Benni e Scialoja), Giorgio Rossi (a danzare) e Gabriele Mirabassi (a suonare meravigliosamente il clarinetto), che s’è visto sulla scena di Scenario Pubblico a Catania il 18 e  febbraio scorsi nel contesto della stagione di danza organizzata da “Zappalà danza” in partnership col Teatro Stabile Etneo.

E tuttavia, seppur raffinatissimo, un recital di testi non sarebbe potuto diventare molto altro se, a far vibrare lo spettacolo, non ci fosse stata una sapiente, delicatissima e tutta teatrale tessitura di gesti, suoni, allusioni, rimandi. Si parte con le presenze e i suoni di quegli esseri chiusi nel loro fascino remoto e inaccessibile, scoperti da Borges: l’Abao Aqu, il Bahamut, lo Squonk; quindi gli animali fantastici che abitano l’Isola di Stranalandia, compagni di Osvaldo unico e bizzarro abitante di quella landa remota, il Cantango (meraviglioso cane che sa ballare benissimo il tango), il Birdjokey, l’Albatros poeta (bellissimo in volo, goffo a terra), il Topocagone, Coccodesia, la gallina coltissima che s’inalbera se le si rivolge il solito trisillabo ossitono (coccodé); per continuare con l’ infinita serie degli animali curiosissimi e colorati, piccoli ed enormi, grotteschi o tenerissimi che sono ammirati e presentati nella loro primigenia unicità o riscoperti a partire da insospettabili qualità e attitudini (la triglia fedelissima ai legami coniugali e il paguro che ama appropriarsi dei beni altrui). Il procedimento è apparentemente semplice: Riondino evoca un’animale fantastico e su questa vibrazione (la vibrazione di una musica fantastica e remota) si muovono le note danzanti di Mirabassi e i movimenti parlanti di Rossi, quindi, circolarmente, ecco aprirsi la possibilità di un altro essere, di un’altra presenza. Nulla di banalmente mimetico però, e non solo perché è ben difficile imitare esseri totalmente fantastici, ma perché si tratta di costruirne, disegnarne, suggerirne una peculiare realtà che ha la stessa impalpabile sostanza del sogno e come il sogno sa afferrarti, parlarti e, misteriosamente, cambiar rotta seguendo misteriose analogie e desideri segreti.

PAOLO RANDAZZO

 

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esseri fantastci….

Posted by identitalterit su 25 febbraio 2012

 

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Brani di Platone (classico Greco IV A – a. s.2011/12)

Posted by identitalterit su 24 febbraio 2012

ZEUS TAGLIA IN DUEGLI UOMINI (Platone Simposio)

Dopo aver pensato, Zeus dice: “Mi pare – esclama – di avere il sistema per far sì che gli uomini possano esistere, ma la piantino con la loro prepotenza, diventando più deboli.

Adesso infatti – proseguì – (li) taglierò ciascuno in due, e (così) saranno più deboli, e nello stesso tempo più utili a noi, per il fatto che saranno aumentati di numero; e cammineranno ritti su due gambe.

E se si metteranno in testa di fare ancora i prepotenti e non vorranno starsene tranquilli, (li) taglierò di nuovo in due – disse -, cosicché cammineranno saltellando su una gamba sola come nel gioco degli otri”.

Detto questo, (Zeus) cominciò a tagliare in due gli uomini, come quelli che tagliano le sorbe e che vogliono metterle a seccare, o come quelli (che tagliano) le uova coi crini; e chiunque tagliasse, ordinava ad Apollo di girare il (suo) viso e la metà del (suo) collo dalla parte del taglio, perché l’uomo, avendo sott’occhio la sua spaccatura, fosse più mansueto; e (gli) ordinava di sanare le altre parti.

Quello (= Apollo), allora, girava la faccia, e, tirando da tutte le parti la pelle verso il (punto) ora chiamato ventre, come (si fa con) le borse con i lacci.

IL CANTO DEI CIGNI (Platone Fedone)

I cigni quando si accorgono che bisogna che essi muoiano, pur cantando anche nel tempo di prima, allora proprio cantano moltissimo e benissimo, essendo contenti perché stanno per andarsene presso il dio del quale sono ministri.

Gli uomini invece per la propria paura della morte anche sui cigni mentono, e dicono che essi lamentando la morte cantano per dolore, e non tengono presente che nessun uccello canta quando ha fame o ha freddo o soffre qualche altro dolore, né l’usignolo stesso e la rondine e l’upupa, uccelli che appunto dicono cantare lamentandosi per dolore.

Ma né questi uccelli mi sembrano cantare soffrendo né i cigni, ma, credo, in quanto sono sacri ad Apollo, sono profetici e prevedendo le cose buone che stanno nell’Ade cantano e si rallegrano in quel giorno più intensamente che nel tempo di prima.

E io penso di essere anche io compagno di servitù dei cigni e sacro allo stesso dio, e di avere non meno di quelli la capacità divinatoria da parte del padrone, e di non allontanarmi dalla vita più tristemente di loro.

 FILE WORD DA SCARICARE PER QUESTI BRANI

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Neve

Posted by identitalterit su 23 febbraio 2012

Non è la prima volta che lo scriviamo ma val la pena di ribadirlo: nel panorama vasto dell’attuale ricerca teatrale siciliana, la compagnia catanese “Neon teatro”, si delinea non solo come interessante ed affiatato ensemble di quel che si suole definire “teatro della diversità”, ma soprattutto per i valori formali che riesce ad esprimere nei suoi spettacoli. Valori formali che Monica Felloni (Regista e scenografa) e Piero Ristagno (Direttore della compagnia e dramaturg) coi loro artisti raggiungono tramite un processo costruttivo che discende direttamente e consapevolmente dalla poesia: il ritmo e, nel ritmo, l’associazione connotativa degli elementi significanti. Parliamo questa volta di “Neve”, una della ultime produzioni di questa compagnia, che s’è vista il 17 febbraio scorso ad Avola (nel siracusano), sulla scena del Teatro Comunale da poco restaurato e rimesso in funzione (un teatro all’italiana piccolo, ma davvero delizioso) nel contesto di una serata di beneficenza organizzata dalla locale Associazione di solidarietà “Superabili”. Lo spettacolo che vede in scena Giuseppe Calcagno e gli attori diversamente abili Enzo Malerba, Emanuela Dei Pieri, Daniela Teriaca, Valeria Sciuto,  Emily Reitano Luca D’Angelo, Pietro Russo, Marco Cinque, Carmelo Privitera, è costruito sulla struttura di “Neve” il racconto luminoso e di poeticissima tensione di Maxence Fermine: il giovane Yuko dovendo scegliere tra la carriera militare e la vita religiosa, sceglie invece di diventare un poeta, un poeta di haiku (il genere poetico tradizionale giapponese in cui i componimenti sono formati da sole diciassette sillabe). Nei suoi versi Yuko canta unicamente la bellezza e lo splendore della neve.

Soseki è un vecchio pittore cieco che vive nel ricordo di un amore perduto. Neve è una ragazza bellissima il cui corpo giace tra i ghiacci. A legare i loro destini, un filo teso tra due cime: un esercizio funambolico e amoroso impossibile da eseguire fino in fondo. Su questa falsariga lo spettacolo si dispiega, di movimento in movimento, di gesto in gesto, di nota in nota, inseguendo tutte le possibili sfumature del bianco ed è così che ogni increspatura, ogni emozione, attesa, desiderio, passione, tensione, ogni sguardo, diventa un tassello che definisce e chiarisce il senso della ricerca di bellezza che coinvolge artisti e pubblico. Gli artisti sono persone che vengono valorizzate poeticamente per la loro diversità e per il senso profondo di cui ciascuno è portatore nella relazione. Una scoperta infinita e fecondissima.

PAOLO RANDAZZO

Neve, Dramma.it

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