Identità / alterità Blog

olbios ostis tes istorias esche mathesin (Euripide fr. 910) – Paolo Randazzo

Archive for giugno 2012

musiche che si incontrano…

Posted by identitalterit su 26 giugno 2012

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“Il Fascino discreto della borghesia” 1973

Posted by identitalterit su 25 giugno 2012

Un film che è necessario conoscere ragazzi.

Luis Bunuel

Link dalla Treccani.it

Buñuelbun’èl›, Luis. – Regista cinematografico (Calanda, Aragona, 1900 – Città di Messico 1983), uno dei maggiori della storia del cinema. I primi tre film sono tre punti di riferimento obbligati: Un chien andalou (1929), sorta di manifesto del surrealismo, L’âge d’or (1930), violenta polemica contro i valori consacrati, Las Hurdes (1932), spietata analisi di una zona sottosviluppata della Spagna. Regista sgradito, solo dopo quindici anni ritornò alla regìa; trascorse poi un lungo periodo in Messico dove lavorò a molti film. Spesso dovette fare i conti con le esigenze commerciali della produzione locale, non rinunciando però mai a una sostanziale dignità, e riuscendo anzi a creare opere divertenti (La ilusión viaja en tranvía, 1953) e interessanti (Subida al cielo, 1951), e a inserire sempre umori personali assai ricchi, a descrivere con ironia mai gratuita situazioni tipiche (Susana, Adolescenza torbida, 1950), ad accostare prediletti testi letterarî (Las aventuras de Robinsón Crusoe, 1952; Cumbres borrascosas, 1953). Appartengono a questo periodo un capolavoro come Los olvidados (I figli della violenza, 1950), il significativo Ensayo de un crimen (Estasi di un delitto, 1955) e quell’impeccabile mistura di sarcasmo e analisi sociale che è Él (1952). Qui e altrove sono presenti motivi che troveranno sviluppo e completezza stilistica in opere posteriori, da Nazarín (1958) a Viridiana (1961), a El ángel exterminador (1962), fino a Tristana (1969), Le charme discret de la bourgeoisie (1972), Le fantôme de la liberté (1974), Cet obscur objet du désir (1977). Il lungo percorso della sua carriera gli ha inoltre permesso di toccare forme e generi diversificati, dall’analisi sociologica di Le journal d’une femme de chambre (1963), all’estrosa e acuta parabola a sfondo religioso di La voie lactée (1969), che riprendeva gli umori corrosivi di Simón del desierto (1965), al rifacimento in chiave critica e psicanalitica di un romanzo d’appendice in Belle de jour (1966). Pur essendo il suo retroterra culturale complesso, si possono rintracciare due poli di riferimento costanti, la Spagna e il surrealismo. La prima è presente come clima ideologico (il cattolicesimo controriformista) e come tradizione figurativa (il grottesco di molta pittura) e narrativa; spagnolo è l’aggancio storico da cui parte la situazione di chiusura e oppressione: da qui, la continua polemica antiborghese, contro le regole e le convenzioni. Al surrealismo, che è stato l’esperienza culturale decisiva di B., si possono ricondurre modi del suo stile, che si basa soprattutto sull’ambivalenza tra sogno e realtà, su accostamenti inconsueti, su una simbologia fortemente allusiva, sulla rottura con i modi abituali di racconto.

Luis Bunuel (link Enciclopedia del cinema)

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Le “baccanti” del Liceo (Baccanti night 2012)

Posted by identitalterit su 16 giugno 2012

La domanda primaria che ci siamo posti nel proporre ai nostri alunni un laboratorio teatrale su Euripide e la realizzazione di una messinscena di “Baccanti” è: si può davvero mettere in scena un testo della drammaturgia classica? È un’operazione culturale realmente possibile nei termini di una semplice traduzione scenica di un testo, e per giunta preziosissimo, della drammaturgia classica. La risposta che ci siamo dati immediatamente è: no, non è possibile. Sono troppe le differenze tra la nostra cultura e la cultura di Euripide. Nessuna trasposizione automatica è possibile. Basti pensare alla misteriosa e tremenda potenza che, come le fonti antiche ci raccontano, esercitava il culto dionisiaco sui suoi adepti e specialmente sulle donne che lo seguivano.

Allora la strada che abbiamo seguito è stata diversa: abbiamo isolato alcuni nuclei tematici di questo dramma come la follia religiosa, l’entusiasmo vitale che attraversa la danza e la musica, il rapporto tra potere della vita e della natura da una parte e potere politico dall’altra, il potere del vino e la gioia vitale della seduzione, e con questi nuclei tematici ci siamo confrontati a partire dalla consapevolezza della nostra cultura di uomini  donne dell’oggi e senza temere di tradire il mito e il prestigio del grande drammaturgo ateniese, ma volendo provare a creare uno spettacolo che fosse teatralmente vivo e capace di sollecitare l’intelligenza e le emozioni dei nostri alunni e del pubblico.

Il nostro spettacolo ha il respiro di una festa, attuale e senza tempo, ed insieme il passo di una liturgia giocosa, che si volge rapidamente in tragedia non appena appare chiara ad Agave, al pubblico, a tutti, quanto sia stata enorme la violenta tracotanza del politico Penteo di fronte a istanze culturali e religiose che, seppur di origine straniera e di sostanza misterica, si erano profondamente radicate nella civilissima e ben ordinata Tebe. Randone Giovanna, Giardina Eluccia, Santinella Fortuna, Randazzo Paolo.

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Giorgio Rossi, chi è costui? guardate, chiedete, cercate.

Posted by identitalterit su 16 giugno 2012

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